La Plaza del Pueblo a Torino in Corso Palestro dall11 al 20 giugno 2004
  |   home   |   perché   |   programma   |   mappa   |   grazie   |  
Gli artisti della Plaza / NO MAN'S THEATRE

NO MAN'S THEATRE
presenta:
IL MORSO DELLA FARFALLA
(di Stefano Semeria)

a. Cos'è “il morso della farfalla”?

Cosa ci ricorda di essere vivi? Cosa ci assicura di essere reali ? Perché abbiamo paura? Perché soffriamo? Dov'è Chi comanda? Qual è la via da seguire?

Questa breve pièce non risponde ad alcuna di queste domande ma ne pone delle altre per approfondire l'argomento… e ricordare che è inutile cercare delle risposte se non si è certi delle domande ( Wittgenstein).

Il dolore attesta la tua esistenza?

I quattro personaggi sono incarnazioni ideali di persone comuni: ogni loro particolarità è accentuata e ogni protagonista è in continuo dialogare con gli altri ma in realtà non comunicano, non si ascoltano , sono troppo distanti fra loro. Vivono imprigionati in qualcosa che solo a tratti percepiscono, un mondo privo di realtà se non la propria interiore.

Non vi sono che rari oggetti, solo cartelli sproporzionati con su scritto il nome delle cose: ogni spettatore, come i personaggi dovrà sostituire il cartello con l'idea che hanno dell'oggetto stesso.

Lo stesso avviene con le scenografie: solo cartelli a distinguere i luoghi, solo l'immaginazione degli spettatori.

I due personaggi maschili si chiamano J. E C. solo due iniziali, due iniziali ad indicare i due “profeti” dell' altro mondo oltre il palco, oltre la porta; uno ne è figlio (C.) e l'altro ne è messaggero (J.) ma sono in realtà quasi la stessa persona…

Gli altri due personaggi sono Rebecca (proprio come la moglie di Isacco che rubò lo sposo alla sorella e Dio la punì rubandole la fertilità… la sessualità…!) e Lalla, il cui vero nome nessuno conosce e cosa fa lei? Partorisce e vive, ama e odia i suoi Figli e ne apprezza la varietà (avete mai visto una statuetta della Dea Madre o letto qualcosa su di lei…?).

“Il morso della farfalla” non è da considerarsi un progetto troppo ambizioso, non stiamo cercando di rivelare i segreti dell'universo!

Vogliamo solo dire che, privati della certezza della propria realtà Dio e Babbo Natale possono essere la stessa persona: chi ti fa dei doni se sei buono?

Il retaggio culturale nel quale la maggior parte di noi è cresciuto ci porta alla certezza di esistere e di provare vere emozioni… ma questo non è il solo mondo possibile non è detto che chi sta di là non sogni di poter un giorno venire di qua…

Tutto è autorizzato se lo sai fare nel modo corretto , anche cercare di rendere felice chi ami.

b. Il metodo

La tecnica introspettiva adottata dall'autore nella stesura del testo è applicata anche nella regia e nella recitazione.

Chi scrive racconta una storia ma è compito dell'attore dar vita a questa storia. Io creo battute, scene ma sta all'interprete esprimere cosa succede quando il personaggio non è in scena; il compito del regista è legare ogni interpretazione alla storia e rendere il tutto omogeneo, deve indirizzare e mai imporre!

Il testo è stato più volte riletto in gruppo e modificato laddove a tutti sembrava necessario un appunto o altro. I movimenti e le interpretazioni sono date dall'improvvisazione e dall'armonia fra attore e regista. Il regista deve ascoltare il proprio attore e cercare di comprendere le sue esigenze e allo stesso modo l'attore deve riuscire a interiorizzare la storia del proprio personaggio. E' un lavoro di gruppo ma soprattutto un lavoro di rispetto e crescita.

Il progetto "NO MAN'S THEATRE "

Uno degli obiettivi principali del NO MAN'S THEATRE è senza dubbio la necessità di creare un forte impatto col pubblico, cercare di coinvolgerlo almeno dal punto emotivo quando non fisico. Questo rapporto diventa concreto quando lo spettatore viene destabilizzato o tende comunque ad identificarsi con ciò che vede, è anche per questo che le scenografie e la “forma” della rappresentazione non è mai espressa in modo chiaro, per rendere ancor più neutra e globale la visione di quel che capita.

“NO MAN'S THEATRE ” significa “il teatro di alcun uomo” e questo va interpretato come “il teatro di qualsiasi cosa”, quando si è su un palcoscenico le barriere tra forma e sostanza, tra significato e significante devono essere abbattute: ogni cosa può essere viva e rappresentata, che essa sia uomo, donna, oggetto o animale. Questo è un altro dei nostri obiettivi.

Terzo punto fondamentale è senza dubbio la ricerca interiore di ogni aspirante artista coinvolto nei nostri progetti, il trarre divertimento e accrescimento interiore da ogni esperienza e soprattutto la condivisione di idee e opinioni.

Si può quindi riassumere in tre punti fondamentali il fine del NO MAN'S THEATRE:

1-Smuovere qualcosa nello spettatore e renderlo cosciente di sé e di ciò che sta vedendo.

2-Abbattere confini fra significato e significante.

3-La crescita interiore di ogni partecipante.

 

Città di Torino