
Andrea Ferroni, artista Torinese, inizia lo studio del didjeridoo come autodidatta, in seguito segue corsi e seminari tenuti da artisti di fama europea ed aborigeni, tuttavia approfondisce anche tecniche molto personali.
Quindi entra a far parte del 'Wetonton didjeridu club" ed aiuta ad organizzare la terza edizione del didjefest dove suona per rappresentare l'associazione stessa.
Collabora insieme al club anche con gli "Architorti" ed il percussionista Tony Esposito, partecipa in rappresentanza del club come suonatore ai festival del didjeridoo in Francia ed Italia, in RAI durante la trasmissione "Alle falde del Kilimangiaro" durante un servizio sull'Australia. In posti più insoliti come il tour dei rifugi Alpini in Piemonte, in cui il suono legato alla Terra venne molto apprezzato, oppure durante importanti manifestazioni folk come 'CanteMagg' di Bergolo, Cuneo insieme ad un caro amico e suonatore di Firenze, Stefano Focacci .
Si esibisce in importanti discoteche di Torino come l'On-Gaia e lo Shocklub, suonando su sottofondi di musica elettronica a cui spesso si affianca Daniela Paci , ballerina di danza contemporanea e di improvvisazione.
Tiene seminari e workshop in tutta Italia, sia su richiesta di persone che ne vengono a conoscenza durante gli eventi, sia per associazioni o negozi musicali o grandi catene di distribuzione come la 'fnac'.
Costruisce personalmente i propri strumenti che usa durante i concerti.
Insegna presso una scuola con l'intento di portare a conoscenza il didjeridoo come uno strumento musicale a tutti gli effetti.
Lo spettacolo che propongo per 'La plaza del pueblo', è una miscela di suoni nuovi e accattivanti, con una grande varietà di ritmi e sonorità tratte da suoni comuni, di tutti i giorni, opportunamente rielaborate al computer creando un adeguato sottofondo musicale sia per enfatizzare i movimenti della danza che impreziosire il caldo suono del didjeridoo.
Didjeridoo
Il didjeridoo, forse lo strumento a fiato piu' antico del mondo. Risalente a 40000 anni fa ma conosciuto in Europa da poco piu' di un decennio. Da poco quindi sta iniziando ad avere un posto di rilevanza nella musica di ogni genere, pop, rock, new age e tecno vista la sua duttilita' e la possibilita' di essere utilizzato come strumento solista o da accompagnamento.
Originariamente utilizzato per riprodurre i suoni della natura e narrare il "Sogno", oggi invece preferito per la sua attitudine nell' eseguire sia avvolgenti vibrazioni aritmiche e modulate, sia ritmi degni di uno strumento a percussione o addirittura comporre melodie con i piu' elaborati didjeridoo moderni in materiale alternativo.
E' costituito da un tronco di giovane eucalipto scavato al suo interno dalle termiti rendendolo quindi simile ad un "tubo di legno".
Fa parte degli strumenti ad ancia labiale come gli ottoni, ma il suo suono e' basso e la vibrazione molto calda e riverberata.
Andrea Ferroni
www.windproject.it
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