
Gli
Sparajurij
si esibisco alla Plaza del Pueblo
domenica 29 giugno alle 22,30
Il
laboratorio "sparajurij" autogestisce i
flussi bioinformazionali di delirio enucleati da elementali apensanti
radioattivi. (Bipedi implumi sniffatori d'amianto nell'amiantopalace
di Torino.)
Attraverso la scrittura clandestina ed un linguaggio frammentario
e frammentato, rivoltoso e rivoltante, implode una guerra immaginaria
all'immaginario, esplode conflitti estetici e non disdegna le sinapsi
cimite dai videogames.
L'interesse è focalizzato
sulla taumaturgia e sulla geomanzia dei mezzi linguistici con un
linguaggio critico e insieme parassitario
nei confronti del reale.
Note etimologiche al pogo delle lettere
Al fine
di riportare alla luce, e quindi alla verità, la natura
delle lettere nostre, destinate dal fato al supremo pogo, facciamo
seguire alcune note etimologiche relative all’agg. “letterario”,
ciò che riguarda la letteratura, i letterati.
È
convinzione dei ricercatori Sparajurij che eventuali dissonanze euristiche
concernenti la trasversalità epistemologica della ghiandola
pineale nate in simposi postsocratici sia da ascriversi alla mancanza
di una seria indagine sui semi della lingua. È evidente la
necessità di una maggiore precisione nel campo, altrimenti
qualsiasi confutazione relativa alla posizione occupata dal calzino
nella nostra stanza appare inutile.
1) “letterario” in primis è un
agg. di origine platonica, in testi apocrifi solo per celia, Platone
parla di “let-er-ario”,
in relazione appunto al mito di Er, per tanto anche un truzzo e uno
struzzo saprebbero tradurre la sintesi aggettivante come “lascia
che Er sia Ario”, più liberamente “lascia vedere
al piccolo Er tutti i programmi di Rai3 sugli uomini del Führer!” (Ein
Volk, ein Reich, ein Führer!)
2) “letterario” si è affermato recentemente come
agg. di permaflex natura, è questo è l’uso più popolare
con il quale in tv spesso si sente parlare di letteratura o di letterati,
Giorgio Mastrota docet. Con “letterario” in tal senso
si intende ciò che ha a che fare con il proprio letto. Per
cui fare all’amore dopo esser stati a caccia di sandalini Prada
in saldo è molto letterario oltre che infradito.
3) Ulteriore
accezione del termine “letterario”, da non
trascurare soprattutto nei primi mesi dell’anno, quella di natura
fiscale. La dichiarazione dei redditi prevede infatti la destinazione
dell’8 per mille. “Let-erario” è un motto
ipnotico col quale la macchina statale vuole succhiarci anche gli
ultimi euro a scapito del potere papale. Per cui eventi come le fiere
del libro o i festival letterari non sono altro che trappole per indurci
a fare la crocetta su una casella piuttosto che un’altra dal
nostro commercialista.
Con quest’ultima nota etimologica restituiamo alla luce, e
quindi alla verità, la natura delle lettere nostre, destinate
dal fato al supremo pogo.
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info > www.sparajurij.com
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