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Gli artisti della Plaza / CHEN LI

Inaugurazione della mostra di Chen LI
domenica 29 giugno dalle 19,00
durata della mostra: dal 29 giugno al 5 luglio

Canto e discanto - 20 Poesie visive di Chen Li
omaggio a Valerio Magrelli

Non ho un bicchiere d'acqua
sopra il letto:
ho questo quaderno.
A volte ci segno parole nel buio
e il giorno che segue le trova
deformate dalla luce e mute.
Sono oggetti notturni
posati ad asciugare,
che nel sole s'incrinano
e scoppiano. Restano pezzi sparsi,
povere ceramiche del sonno
che colmano la pagina.
È il cimitero del pensiero
che si raccoglie tra le mie mani.

Valerio Magrelli


Ho scelto Valerio Magrelli come punto di incontro del segno con l'anima della scrittura: il mio gesto sulla carta diventa l'immagine di un certo esercizio di stile.
Come Magrelli, anch'io prendo in mano più volte i lavori: spesso acquistano nuovi significati sovrapponendo varie pellicole di scrittura o al contrario usando l'acqua per sottolineare le trasparenze. Leggendo Magrelli ho pensato di arricchire il mio lavoro, offrendo una fruibilità sinestetica del testo, come quando si guarda una fragola succosa o si canta una canzone popolare. I lavori della mostra cercano di avvicinare il significato e la sua rappresentazione grafica. Altri testi su cui lavoro da anni appartengono ad autori molto amati (Emily Dickinson, Pablo Neruda, Salvatore Quasimodo, Cesare Pavese) che ho cercato di interpretare secondo la mia sensibilità.
L'istinto di grafico mi conduce a composizioni che privilegiano l'equilibrio tra la leggibilità
e il gesto espressivo.
Ho iniziato con lo studio delle scritture storiche, ma attraverso un lungo lavoro sul segno ho raggiunto il mio stile: flessibilità massima nel passare da una scrittura all'altra, da un'epoca all'altra, da uno stato d'animo a un altro. La calligrafia espressiva è un ottimo esercizio di elasticità perché rispecchia il gusto dell'epoca in cui viviamo, senza limiti di tecnica, di contenuto, senza regole. L'unico elemento sempre presente è il segno, il tratto, il carattere. Un esempio magistrale di calligrafia espressiva è nel film di Peter Greenaway "The Pillow Book", dove alle immagini a pieno schermo del film si alternano riquadri verticali in cui scorrono testi calligrafati (di Brody Neuenschwander), raccontati dalle voci dei protagonisti.

Chen Li


Acqueggiature
Esistono, dice Balzac, "misteri sepolti in ogni parola umana".
Chen Li usa l'arte della calligrafia per mettere in scena lo svelarsi della parola. Per lei la tela bianca diventa una discesa nel profondo degli abissi alla ricerca di tesori sommersi e il tratto nero dell'inchiostro non è altro che l'affiorrare di queste ricchezze.
Per questo i suoi tratti si manifestano anche con gocce, colate, sbavature e rigagnoli: portano in sé il mondo acquatico dal quale provengono.
La liquidità è il desiderio stesso del linguaggio... il linguaggio vuole scorrere.
I poeti questo lo sanno molto bene. L'acqua domina il verso, e la vera poesia sorgiva esprime, senza intralci, il linguaggio continuo, ininterrotto, che rende più elastico il ritmo.
Un poeta in particolare è stato scelto da Chen Li come rappresentate della qualità fluida della parola: Valerio Magrelli. In Ora serrata retinae Magrelli scrive che di notte, sul quaderno posato accanto al letto, ci segno parole nel buio/e il giorno che segue le trova/deformate dalla luce
e mute./Sono oggetti notturni/posati ad asciugare.
Le tele di Chen Li in qualche modo stendono parole alla luce, all'aria... solo una volta che si sono asciugate, si può ricercarne il senso.
A nostro avviso non c'è modo più piacevole (al limite dell'erotismo) che declamare i versi dei poeti usando non la lettura ad alta voce ma la voce tracciata attraverso la calligrafia, quella che parla anche agli occhi.

Andrea Mosconi

E-mail > chenli@expansione.it


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